Intesa San Paolo: il video virale e la lezione di business che nessuno ha capito Il video virale per il concorso interno di Intesa San Paolo sta facendo il giro del web: scopriamo insieme la lezione di business – che nessuno ha capito – nascosta dall’ondata di critiche.

<span class="entry-title-primary">Intesa San Paolo: il video virale e la lezione di business che nessuno ha capito</span> <span class="entry-subtitle">Il video virale per il concorso interno di Intesa San Paolo sta facendo il giro del web: scopriamo insieme la lezione di business - che nessuno ha capito - nascosta dall’ondata di critiche.</span>

Avrai sicuramente visto il video virale di Intesa San Paolo con la direttrice della filiale che interpreta uno “spot” ed una canzoncina…dalla dubbia efficacia comunicativa.

Ed avrai anche sicuramente assistito all’ondata di critiche, alle osservazioni dei sedicenti “esperti” di marketing del web ed agli sfottò ricevuti sui profili social di grandi brand italiani.

Intendiamoci: tutte reazioni prevedibili sul web…se non fosse che mancano completamente il punto della questione.

Ripartiamo quindi dall’inizio e diamo un senso – per te imprenditore – a tutta questa vicenda scoprendo la lezione di business sepolta da questa ondata di critiche.

Il video virale di Intesa San Paolo: la fastidiosa abitudine che ha ingannato praticamente tutti

Da un po’ di tempo gira sul web una vignetta interessante che ritrae una scena ideale nei gruppi di discussione.

Il senso della vignetta è questo: se si parla di un argomento che conosco, ne parlo.

Se invece si parla di un argomento che non conosco, sto zitto fin quando non mi sono informato e ne parlo solo quando ho raccolto informazioni.

E nel caso del video virale di Intesa San Paolo…quante persone hanno seguito questa semplice regola?

Eppure sarebbe bastato consultare almeno La Repubblica, Il Giornale o altre testate ed attendere semplicemente prima di cominciare a “costruire” le proprie “interpretazioni”.   

Quanti “esperti” di marketing hanno cominciato a blaterare dell’efficacia di questa azione criticando il “basta che se ne parli”, come se fosse un bis dello spot del Buondì Motta?

Quanti curatori dei social di grandi marche italiane hanno ripreso subito lo sfottò, incuranti degli effetti della gogna social?

In sostanza: quante persone hanno detto o fatto qualcosa con quel video, prima di informarsi e scoprire che si trattava di un video PRIVATO (destinato ad un concorso aziendale), assolutamente non destinato alla pubblicazione sul web?

E non entriamo neanche nelle conseguenze legali e morali della pubblicazione e di quello che ne è seguito.

Fissiamo semplicemente questo punto: ancora una volta, abbiamo abboccato all’abitudine di agire senza avere una quantità e qualità di informazioni adeguate all’argomento.

E questa è solo la punta dell’iceberg della lezione di business che questo episodio contiene.

Il video virale di Intesa San Paolo: la lezione di business che nessuno ha capito in partenza

Chi ha criticato il video di Intesa San Paolo dal punto di vista del marketing (senza nemmeno sapere che si trattava di un video privato) ha sicuramente valutato male i risultati e gli effetti che la sua azione avrebbe avuto nell’ambiente circostante.

E si può dire esattamente lo stesso dello staff di Intesa San Paolo!

Si tratta di un errore di gestione sul quale sicuramente si staranno interrogando anche i vertici di Intesa San Paolo.

La prima domanda da farsi è: come è avvenuto che un video PRIVATO sia stato pubblicato sul web?

Sarebbe stato possibile evitare quest’evento? In che modo?

Come fare perché in futuro sia impossibile il verificarsi di questi eventi?

Questa è una domanda costruttiva per trarre un risultato positivo da tutta questa vicenda.

E il problema non riguarda il video in sé, ma ogni tipo di comunicazione interna ad un’azienda che deve restare tale e che coinvolge la fiducia nel team e la capacità di rispettare i termini di un regolamento.

C’è poi un altro grave errore di gestione di cui quasi nessuno sta parlando.

E sai qual è?

(No, non sto parlando della critica da parte dei sindacati dei dipendenti di Intesa San Paolo contro la decisione di realizzare questi video…)

Te lo dico subito: leggi i commenti a questo post per capire di cosa parlo.

La più grande banca d’Italia si è fatta cogliere impreparata nella comunicazione e nel marketing e sta dimostrando di non saper gestire gli effetti di questo episodio.

Nessun comunicato ufficiale, nessun post su Facebook dalla pagina, zero.

E gli utenti non le mandando a dire: ecco un esempio.

Adesso è più chiara la lezione di business che nessuno ha capito?

Il video virale di Intesa San Paolo: come mettere in pratica la lezione di business che nessuno ha capito e salvare la tua azienda in caso di disastro

«Come fai tu, Banca Intesa, a tutelare i miei interessi, tra cui dati personali, se non riesci a tutelare una tua dipendente dalla gogna di gente frustrata… »

Questo è quello che si domandano gli utenti, come hai potuto vedere.

Ed è quello che potrebbe capitare anche alla tua azienda se:

  • le “cose” interne finiscono in pubblico a tua insaputa
  • la fiducia ed il rispetto delle regole sono basse
  • non sai difendere i tuoi dipendenti da attacchi esterni
  • non prevedi i risultati e gli effetti delle tue azioni
  • non hai un sistema di marketing e di comunicazione che regge ai “disastri”
  • non sai correggere e prevenire gli errori di gestione

E stiamo parlando di Banca Intesa, un colosso che probabilmente riuscirà a cavarsela ed a limitare i danni di questa ondata.

Ma che succede con la tua azienda che è sicuramente più piccola di Banca Intesa?

Non puoi permetterti leggerezze del genere e devi essere impeccabile per poter far fronte agli eventi.

Ma c’è una buona notizia: ho preparato tutto quello che serve per ridurre al minimo gli errori di gestione e fare della tua azienda una fortezza inespugnabile anche davanti ai peggiori attacchi mediatici dovute a “fughe di materiali” interne.

Si chiama La Formula del Successo ed è il Workshop che terrò il prossimo 12 Ottobre con le 6 variabili su cui lavorare per migliorare di almeno il 30% il fatturato della tua azienda nei primi 6 mesi di “cura” della Formula.

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Ad maiora

Dr. Roberto Castaldo

 

 

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