Non giriamoci attorno: i giorni tra Natale e l’Epifania sono quel periodo dell’anno in cui litigare è molto più probabile.

Sarà capitato anche a te di avere qualche screzio con un familiare o un parente in uno dei tanti momenti di condivisione che avvengono nel periodo natalizio.

Ad esempio, ci si siede a tavola per godersi uno dei tanti pranzi o cene previsti dalle feste, e si comincia a parlare di politica. A quel punto gli animi si accendono, il cibo viene momentaneamente dimenticato e la lite prende vita, per non lasciare altro che un fastidioso retrogusto amaro nel momento in cui si riprende a mangiare.

Anche perché queste liti finiscono sempre nello stesso e identico modo: ognuno resta sulle proprie posizioni, senza smuoversi di un centimetro, senza prendere in considerazione il punto di vista dell’altro.

Diciamo che situazioni del genere sono del tutto normali, soprattutto durante il periodo natalizio.

Durante l’anno le occasioni di stare a stretto contatto con familiari e parenti sono minori. Anche per chi vive nella stessa casa, tra lavoro e impegni vari, sono pochi i momenti in cui si sta parecchio tempo insieme.

Nel periodo delle feste natalizie ciò accade più spesso ed è molto probabile che i litigi e le differenze di opinioni vengano a galla.

Alla fine però si tratta sempre di comunicazione e del modo in cui ci relazioniamo agli altri. Ecco perché voglio sottolineare un importante aspetto che riguarda i litigi e che magari non conosci.

La verità sui litigi

Se sei appassionato di comunicazione forse saprai già ciò che sto per dirti.

Mi fa piacere però sottolineare questo aspetto perché a molte persone sfugge.

La verità sui litigi è che raramente avvengono a causa del loro contenuto.

Il più delle volte (per non dire la stragrande maggioranza delle volte) avvengono a causa della forma, dal modo in cui comunichiamo.

Se vogliamo essere proprio precisi il rapporto è del misero 5% per il contenuto contro il 95% della forma.

Quando ho iniziato a studiare la Programmazione Neuro-Linguistica, uno dei benefici più evidenti che ho avuto, è stato la notevole riduzione dei litigi.

E non ti parlo solo di una maggior capacità di gestire il mio stato d’animo, ma della capacità di restare più focalizzato sulla forma della comunicazione.

So che dire una cosa del genere potrebbe sembrare assurda, ma le ricerche ci danno dei dati molto chiari su questo punto.

Litigare: questione di comunicazione

Gran parte della comunicazione faccia a faccia è fatta di segnali non verbali.

La comunicazione non verbale (CNV) è costituita da tutti quegli scambi che avvengono con modalità diverse da quella verbale: comprende tutto ciò che passa per i canali rappresentazionali visivo e cinestesico, tutto ciò che riguarda la percezione di sé e del proprio movimento nello spazio e tutti gli aspetti paralinguistici (o paraverbali), come ad esempio le pause, i silenzi, il ritmo, il tono della voce e così via.

Nella comunicazione verbale (CV), invece, vengono utilizzati dei segni arbitrari ovvero, dei simboli convenzionali che si concretizzano poi nella parola scritta o orale.

L’uomo è un animale sociale, non può vivere come un essere solitario, ma ha la necessità biologica, fin dalla notte dei tempi, di associarsi con i propri simili, non solo per difendersi e per riuscire a cacciare prede di maggiori dimensioni, ma anche e soprattutto perché il contatto e il confronto con gli altri membri della sua specie sono scritti nel suo DNA.

La capacità di comprendere l’altro è sempre stata una priorità per riuscire a capirne le intenzioni. Ben prima che si evolvesse il linguaggio, già il bisogno di comunicare era stato soddisfatto dalla comunicazione non verbale.

In questo gioco di sguardi, atteggiamenti e modo di muoversi sta tutto un mondo di significati, non riferiti verbalmente, che, allora come oggi, causano emozioni e reazioni nell’interlocutore.

La comunicazione del corpo, cioè l’insieme di segni e significati che si riescono a trasmettere attraverso i movimenti facciali e i movimenti del corpo, riveste un ruolo fondamentale nelle emozioni che vengono trasmesse.

Ogni contatto interpersonale attiva una serie di circuiti neuronali, ossia dei percorsi mentali, specializzati nel determinare le intenzioni dell’interlocutore.

Per questo motivo, la comunicazione non verbale ricopre un ruolo centrale nel determinare la riuscita, o il fallimento, di un qualunque rapporto interpersonale e di qualsiasi comunicazione.

Alcuni studi hanno dimostrato che, al termine di una conversazione, più del 90% delle parole pronunciate verranno dimenticate a pochi secondi dalla fine.

La memoria, infatti, funziona come un gigantesco creatore di schemi, che fissa i concetti principali e rimuove tutti quei dettagli che possono poi essere dedotti successivamente.

Pertanto, del fiume di parole pronunciate, il cervello immagazzina soltanto le più importanti e rimuove le altre.

Le sensazioni incamerate dalla parte più primordiale del sistema nervoso, molto più semplici, immediate e catalogabili, verranno invece mantenute, e costituiranno l’impressione generale che la persona si è formata di quella specifica chiacchierata.

2 consigli per evitare di litigare

Alla luce di quanto detto finora, vorrei rendere più serene le tue feste di Natale, fornendoti un paio di iconsigli che ti aiuteranno a litigare meno durante questo periodo.

1. Parla la stessa lingua del tuo interlocutore

Un errore molto comune quando si litiga è credere che le motivazioni che noi riteniamo convincenti, lo siano anche per l’altro. Non è così: il cervello lavora assiduamente per confermare l’integrità delle nostre idee. Infatti, tendiamo a liquidare in fretta i fatti che non ci piacciono, e a cercare aspetti che rafforzano il nostro punto di vista iniziale. C’è da dire, però, che le ragioni che noi riteniamo ovvie e intuitive potrebbero essere quelle che chi la pensa diversamente ha già scartato: non solo non le capirà, ma sarà sordo a quelle argomentazioni, perché il suo cervello le ha già scartate. Ecco perché devi cercare di metterti nei panni dell’altro, capire i suoi valori e le sue idee e adattare la tua comunicazione in modo che il messaggio che vuoi far arrivare sia più efficace.

2. Ascolta (in modo attivo) il tuo interlocutore

Ascoltando chi non la pensa come noi, anziché provare a convincerlo delle nostre opinioni è un cambio di approccio che bisogna fare se si vuole evitare di litigare.

Le persone sono più inclini a convincersi profondamente di qualcosa, se ci arrivano da sole, e non se qualcuno le bombarda di informazioni. Partendo da questo presupposto si può partire con il chiedere al tuo interlocutore di raccontare la sua esperienza e poi, con una serie di domande, lo si porta a riflettere sui punti di contatto tra il suo vissuto e l’idea che vuoi sostenere, ma facendo in modo che li trovi da solo, con un processo di ricerca attivo. L’obiettivo è far emergere le comuni esigenze di esseri umani, anziché puntare sulle differenze. Non è detto che funzioni, ma si può fare un tentativo.

Su questo secondo punto ci tengo a raccontarti la mia esperienza personale.

Quando ho partecipato al primo corso di PNL ero davvero molto giovane e non avevo la più pallida idea che quello sarebbe stato l’inizio di una potente trasformazione personale e professionale.

La Programmazione Neuro-Linguistica mi ha catturato subito e mi ha dato gli strumenti che non solo hanno contribuito a gestire il mio stato d’animo o a migliorare la mia comunicazione, ma anche ad aprirmi nuove possibilità di vita.

La più importante abilità della PNL che ha messo una nuova marcia ad ogni mia relazione è stata “l’ascolto profondo”. Sia a livello personale che professionale, l’arte di ascoltare attivamente ha notevolmente migliorato le mie relazioni.

Ascoltare (in modo profondo) invece di litigare

L’ascolto profondo è l’abilità principale che dovrebbe avere ogni persona, soprattutto se ricopre ruoli come l’imprenditore, il manager, il coach o l’allenatore.

Il mondo sarà un posto migliore quando tutti noi impareremo a prestare maggiore attenzione agli altri, e ad ascoltare a un livello più profondo.

Ma cosa vuol dire esattamente ascolto profondo o ascolto attivo?

C’è per caso un altro modo per ascoltare oltre quello che abbiamo usato fino ad ora?

Quando stiamo conversando con gli altri, la nostra mente tende ad andare alla deriva.

Ad un certo punto, durante la conversazione, è molto facile che ci si distragga e, invece di ascoltare l’interlocutore, si vaga con i pensieri al passato oppure alle cose che si dovranno fare.

Certo, a volte si può non essere interessati a ciò che l’altro ha da dire. Ma, sono dell’idea che se sto scegliendo di trascorrere del tempo con un’altra persona, dovrei onorare e rispettare tutti e due, offrendo la mia presenza.

Grazie alla PNL ho imparato ad ascoltare in modo profondo e posso dirti che è stata un’abilità che ha cambiato la mia vita.

Se anche tu vuoi imparare ad ascoltare davvero le persone e ad avere una comunicazione più efficace, ti aspetto al mio corso PNL Practitioner.

A presto

Roberto

P.S. prova a mettere in pratica i consigli per evitare di litigare durante le feste di Natale e, se ti va, vieni a raccontare la tua esperienza nel gruppo Facebook Performance Management Italia. Potrai confrontarti con me, con i Performance Coach e i Selected 4 M.A.N. e tanti altri imprenditori e professionisti come te. Ti aspetto.